Riceviamo questo importante contributo, ritenendo utile la pubblicazione, per ulteriore chiarezza sull'argomento.
La grande vitalità politica che Sinistra Ecologia e Libertà ha evidenziato a Settimo Milanese in questi ultimi mesi ha trovato il giusto riscontro nei cittadini, che apprezzano sempre di più le iniziative che organizziamo, meno però nei partiti che costituiscono il panorama politico locale, principalmente in quelli della coalizione di cui SEL faceva parte. Sembra che l’atteggiamento del PD, e in qualche modo anche quello di Rifondazione, sia improntato più a una difesa delle proprie posizioni, a prescindere, che non a una reale volontà di confronto e voglia di fare insieme un percorso. Noto una certa sufficienza, quasi un piacere narcisistico nel crogiolarsi nei numeri e in un consenso che risale a quasi tre anni fa e che oggi è tutto da verificare, visti i rapidi cambiamenti che stanno avendo luogo in Italia in questi ultimi tempi.
La grande vitalità politica che Sinistra Ecologia e Libertà ha evidenziato a Settimo Milanese in questi ultimi mesi ha trovato il giusto riscontro nei cittadini, che apprezzano sempre di più le iniziative che organizziamo, meno però nei partiti che costituiscono il panorama politico locale, principalmente in quelli della coalizione di cui SEL faceva parte. Sembra che l’atteggiamento del PD, e in qualche modo anche quello di Rifondazione, sia improntato più a una difesa delle proprie posizioni, a prescindere, che non a una reale volontà di confronto e voglia di fare insieme un percorso. Noto una certa sufficienza, quasi un piacere narcisistico nel crogiolarsi nei numeri e in un consenso che risale a quasi tre anni fa e che oggi è tutto da verificare, visti i rapidi cambiamenti che stanno avendo luogo in Italia in questi ultimi tempi.
Il
dibattitto sull’acqua come bene pubblico non mi è piaciuto un granché, non
certo per come è stato gestito, ma
perché il rispetto assoluto che nutriamo per le altre forze e l’alto
senso della democrazia che ci contraddistingue
ci porta spesso a non considerare il pericolo di strumentalizzazioni cui
si può andare incontro a opera di chi prende la parola per ribadire non tanto posizioni personali legittime quanto per ribadire le tesi del proprio gruppo o partito di
riferimento, al di là di quello di cui si sta discutendo nella situazione
reale.
Non volevo entrare nel merito del filmato
realizzato dal Sindaco, ma gli accadimenti di questi ultimi giorni e i numerosi
commenti che ne sono seguiti impongono
alcune riflessioni:
Era proprio
indispensabile un filmato della durata di oltre venti minuti per sostenere
posizioni e convincimenti personali, in
gran parte noti?
Ed era
proprio necessario enfatizzare, attraverso le interviste del video , l’ingenuità di centinaia di migliaia di
cittadini che avrebbero risposto tutta la loro fiducia nelle case dell’acqua,
non sapendo che esse erogano la stessa acqua del rubinetto?
Io credo che
ancora una volta non si voglia cogliere l’essenza del problema, che non è tanto
casa dell’acqua sì o casa dell’acqua no, quanto avvicinare i cittadini alle
istituzioni pubbliche, far acquisire loro fiducia in ciò che le istituzioni
rappresentano e fanno, incoraggiando e non frustrando la loro legittima aspirazione ad avere le garanzie più ampie
circa l’acqua che bevono e i servizi che ricevono. A questo punto io non solo
dico case dell’acqua sì a voce alta, ma chiedo che l’acqua erogata sia effettivamente sottoposta a
maggiori controlli e filtraggi perché la salute dei cittadini non può essere
subordinata a calcoli da bottega o a convincimenti personali. E’ offensivo
apprendere che un comune di una certa grandezza non può sostenere il costo
dell’erogazione, che dovrebbe aggirarsi attorno 10.000 euro.
Ma veniamo
alla filosofia che sta dietro le case dell’acqua e di cui non si vuole
comprendere la portata. In questi ultimi anni il consumo delle acque minerali è
aumentato in maniera esponenziale via via che diminuiva la fiducia nelle
istituzioni pubbliche. Gli spot
pubblicitari e gli slogan che pubblicizzano le acque quasi sempre pongono l’accento
su alcuni fattori: la purezza, il potere diuretico
( il famoso plin-plin), la non contaminazione attestata da tanto di etichetta
su cui sono riportate le percentuali di sali e minerali in essa disciolti. Da decenni continuiamo ad acquistare acque
minerali, a volte con convincimento,
altre volte per moda, ma molto più spesso per tacitare i nostri dubbi. Milioni
e milioni di euro spesi, bruciati,
nell'illusione di prenderci cura della nostra salute o semplicemente
della nostra siluette , migliaia di tonnellate di plastica prodotta e da smaltire oppure abbandonata nei posti più
disparati, solo perché non sappiamo fornire quella chiarezza e quelle
garanzie di cui i cittadini hanno
bisogno.
Inquinare è
anche recarsi in macchina a prendere l'acqua, certo, nessuno lo nega, ma è soprattutto continuare a produrre
plastica e altri rifiuti di cui il mondo farebbe volentieri a meno.
A questo
punto, venuto meno l'alibi del costo di
costruzione della casa la cui realizzazione è
a costo zero per l'amministrazione, quantificato il costo per la
produzione dell'acqua con l'aggiunta di anidride in una cifra annuale assolutamente
compatibili con il bilancio, non resta che quantificare i costi per tenere
costantemente l'acqua erogata alla casa sotto controllo (questa sì che sarebbe una scelta coraggiosa
e innovativa da parte dell'amministrazione ) e dire sì, anche Settimo avrà la
sua casa dell'acqua. Questa scelta, se fatta con la consapevolezza di voler
garantire la salute dei cittadini, potrebbe servire all'amministrazione per
rinsaldare il rapporto con i cittadini e aprire una nuova stagione fatta di
partecipazione e di impegno.
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