domenica 28 aprile 2013
sabato 27 aprile 2013
PROPOSTE !
La difficile situazione, determinata dal risultato
elettorale, e il mancato rispetto della volontà degli elettori che hanno votato per la coalizione “Italia
bene comune”, ci impone un confronto e un maggior
coinvolgimento dei cittadini, con l’arroganza non sia va da nessuna parte. Intendiamo perseguire, a Settimo
Milanese, i punti del programma che qualificano quel rinnovamento, a gran voce
richiesto, che è diventato
improrogabile. Innanzitutto con l’affrontare
la questione per eccellenza: i costi della politica. Con questo non si
intendono unicamente le spese degli Amministratori, ma anche tutto ciò comporta il ruolo dei
politici, nella gestione della cosa pubblica: le società partecipate. La nostra proposta è che non ci sia la presenza,
appunto, di coloro che hanno altri incarichi a diverso titolo. Poiché questa è
una delle ragioni che E. Berlinguer criticava. La partecipazione in due o
tre Consigli di Amministrazione,
ecc.. Oltre a quanto di seguito
riportato, si potrà costituire anche una commissione di controllo, non solo
per la gestione, ma anche sull'opportunità che queste società siano
scorporate (vedi Nuove
Energie ). Ci aspettiamo utili
contributi, che aiutino a migliorare il
programma .
Punti programmatici per Settimo M.se
Tutti i candidati di Sinistra
Ecologia Libertà di Settimo Milanese si
impegnano a:
- non ricandidarsi oltre il limite di due mandati;
- non accettare nomine di alcun tipo oltre il limite di due mandati;
- non accettare incarichi multipli, sia in società partecipate del Comune di Settimo Milanese, sia di tipo amministrativo, durante il mandato ricevuto (fintantoché non verranno aboliti i CdA).
1) GESTIONE E COSTI
POLITICA
L’aumento del debito e la diminuzione delle risorse
disponibili, ci inducono a rivedere alcune spese
e modalità di gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare del Comune.
Proposte:
a)
Drastica riduzione
dei costi della politica, come ad esempio: abolizione dei gettoni di presenza, revisione delle diarie e delle
indennità;
b)
rivedere l’utilità dell’istituzione delle Società
partecipate, e la modifica normativa per un nuovo modello
di gestione che permetta il contenimento
delle spese, fornendo servizi adeguati;
c)
divieto di avere più incarichi; le nomine devono
essere trasparenti e ispirate alla competenza,
evitando nomine politiche;
d) proporre la modifica allo Statuto
del Comune affinché i Consigli Comunali
siano effettivamente aperti al contributo attivo dei cittadini.
Il controllo delle Società partecipate
deve essere costante (con incarico a commissione), i bilanci chiari,
certificati, verificabili e pubblicati sul sito del comune, a disposizione di
chiunque desideri consultarli.
Esse, infatti, sono state costituite per gestire attività
economiche, con o senza scopo di lucro: (da Settimo Pero welfood, Nuove Energie
spa, srl, teleriscaldamento, Sercoop -per il Rhodense-)
Stabilire, come regola fondante, una norma che preveda la
sostituzione dei Consigli di Amministrazione con la nomina di un Amministratore
Unico, al quale viene conferita la responsabilità di gestire il
servizio per tutta la comunità locale.
Individuare con un
regolamento comunale, che preveda un
bando pubblico, per affidare l’incarico di Amministratore unico, con requisiti
chiari che tengano conto delle competenze tecniche, esperienze e del curriculum
professionale; rivolto a tutti i cittadini che ne abbiano le caratteristiche. Nomina che deve avvenire con criteri di merito e correttezza.
Senza
trascurare la tutela delle pari opportunità per salvaguardare la parità di
genere.
giovedì 4 aprile 2013
IL NUOVO...QUESTO SCONOSCIUTO
I risultati elettorali, con il
“porcellum”, come sospettato, hanno presentato un Parlamento
pressoché bloccato . Vuoi per l'impossibilità di una alleanza con
chi avrebbe in corso processi, quindi lontano dall'auspicato
cambiamento, vuoi per l'inanità dei parlamentari del M5S, sulla
linea del no a tutto.
Un vero peccato per l'occasione che
sfuma; alcune norme, come già detto, avrebbero potuto essere
approvate. Ora ci troviamo di fronte a richieste davvero improponibili: o
governo con il PDL o nuove elezioni. Questa la posizione del Sindaco
di Firenze, che incarnerebbe il nuovo o il cambiamento (?).
Se pensiamo alle dichiarazioni di
alcuni anni fa di L. Violante (ora partecipe al gruppo degli
esperti, nominato dal Presidente della Repubblica) alla Camera, nel
2003: “l'on. Berlusconi sa per certo che gli è stata data la
garanzia piena, non adesso ma nel 1994, che non sarebbero state
toccate le televisioni, quando ci fu il cambio di governo. Lo sa lui
e lo sa l'on. Letta! (...)Voi ci avete accusato di regime nonostante
non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato
eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni ( la legge del 1957
vieta l'eleggibilità dei titolari di concessioni pubbliche), (.....)
che il fatturato di Mediaset, durante il centrosinistra, aumentasse
di 25 volte!”. Diventa difficile spiegare agli elettori che non
c'era altra strada e che non si è potuto fare niente. Nel frattempo
però si impedisce che le commissioni si costituiscano, anche in
assenza del nuovo Governo. Ci aspettavamo il nuovo, che potesse
darci il segno di un piccolo cambiamento, niente da fare. Tomasi di
Lampedusa l'aveva già anticipato: cambiare tutto perché nulla
cambi.
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