giovedì 4 aprile 2013

IL NUOVO...QUESTO SCONOSCIUTO


I risultati elettorali, con il “porcellum”, come sospettato, hanno presentato un Parlamento pressoché  bloccato . Vuoi per l'impossibilità di una alleanza con chi avrebbe in corso processi, quindi lontano dall'auspicato cambiamento, vuoi per l'inanità dei parlamentari del M5S, sulla linea del no a tutto.
Un vero peccato per l'occasione che sfuma; alcune norme, come già detto, avrebbero potuto essere approvate. Ora ci troviamo di fronte a richieste davvero improponibili: o governo con il PDL o nuove elezioni. Questa la posizione del Sindaco di Firenze, che incarnerebbe il nuovo o il cambiamento (?).
Se pensiamo alle dichiarazioni di alcuni anni fa di L. Violante (ora partecipe al gruppo degli esperti, nominato dal Presidente della Repubblica) alla Camera, nel 2003: “l'on. Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso ma nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni, quando ci fu il cambio di governo. Lo sa lui e lo sa l'on. Letta! (...)Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni ( la legge del 1957 vieta l'eleggibilità dei titolari di concessioni pubbliche), (.....) che il fatturato di Mediaset, durante il centrosinistra, aumentasse di 25 volte!”.  Diventa difficile spiegare agli elettori che non c'era altra strada e che non si è potuto fare niente. Nel frattempo però si  impedisce che le commissioni  si costituiscano, anche in assenza del nuovo Governo. Ci aspettavamo il nuovo, che potesse darci il segno di un piccolo cambiamento, niente da fare. Tomasi di Lampedusa l'aveva già anticipato: cambiare tutto perché nulla cambi.


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