mercoledì 13 marzo 2013

CAMBIAMENTO ?


Dopo un'interminabile periodo di Democrazia Cristiana, l'opportunità per cambiare, dataci da “mani pulite”, ha sortito il berlusconismo (a suo modo un cambiamento). Con queste ultime elezioni si è presentata una nuova occasione, mancata anche questa. Tuttavia una novità si è verificata con l'innegabile risultato del Movimento 5 Stelle. Movimento di protesta contro i vecchi partiti. Da notare però che la nostra Costituzione prevede la presenza dei medesimi, vedi art. 49, ma che comunque sono destinati a cambiare o soccombere (“Finale di partito” M. Revelli) Purtroppo però dobbiamo notare alcune analogie poco rassicuranti: Antigua e Costa Rica, i miliardi, l'avversione per la stampa, l'ottenimento della totalità dei voti in Parlamento per poter governare, la spettacolarità. Personaggi come Masaniello o C. Desmoulins non sono utili per risolvere i molteplici problemi che affliggono il nostro Paese. Abbiamo bisogno di consolidare le regole democratiche, non demolirle. Uno vale uno, ma se non fai come dico ti caccio, o dove il dissenso è inesistente. Ci sono regole da seguire, senza scorciatoie, per poter attuare norme necessarie come: il conflitto di interessi, la legge elettorale maggioritaria a doppio turno, riduzione dei parlamentari e i loro compensi, oltre ad incomprensibili altri benefici, incandidabilità anche dopo condanna al primo grado di giudizio, legge sulla corruzione, falso in bilancio, diritti civili e reddito minimo garantito (T. Boeri). Sarebbe un bel risultato, finalmente, ma rifiutare ogni proposta, che conduca alla realizzazione di ciò, significa o trattare sul prezzo o inseguire il tanto peggio tanto meglio. In ogni caso avevano promesso di cambiare le cose, vedremo alla prova dei fatti: “Hic Rhodus, hic salta”. Certamente sarà necessario cogliere la domanda di cambiamento, che è arrivata forte e chiara, per evitare dannose avventure.
Emilio

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