Non un'analisi, che di solito si fa con
elementi ben sedimentati, nemmeno un'indagine sociologica, ma una
riflessione a caldo sui risultati elettorali di Camera e Senato, del
nostro Paese.
E' sottinteso che con una siffatta
legge elettorale (porcellum) sarebbe comunque stato difficile avere
una rappresentanza che si possa chiamare tale. Tuttavia ci si sarebbe
aspettati che gli elettori, come accade nei Paesi del Nord Europa,
non privilegino, o evitino di votare, chi ha commesso reati, abbia utilizzato la propria carica istituzionale per scopi
personali, leggi per evitare i processi, che abbia comunque delle pendenze con la giustizia, ecc... Invece ecco che, dopo aver trascinato il Paese sull'orlo del baratro,
essere stato sostituito con un Governo tecnico costretto a sistemare
i conti di bilancio, ritorna “sul luogo del delitto”. Ottenendo
un numero di voti, al Senato, tale da impedire la governabilità.
Non si entra nel merito della legge elettorale, ma dell'elevato numero di voti ottenuti. Casi come questo, nei Paesi indicati, non si porrebbero neppure, simili persone sarebbero costrette ad
abbandonare l'attività politica. Nel nostro Paese sono invece
premiate. Questo ci costringe a pensare che, una elevata
percentuale di elettori, considera: l'illegalità, la furbizia,
l'evasione fiscale, l'economia sommersa, ecc.., pregi e non
difetti. Sono qualità che il parlamentare modello deve avere. Ci
eravamo convinti, stoltamente, che la precondizione per essere eletti
in Parlamento, fosse l'onestà, la trasparenza, il rispetto,
ecc... Questo è il nostro Paese?


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