Si ode a sinistra e a destra che è
necessaria l'alleanza dei riformisti (PD e UDC ?), ma in cosa si
contraddistinguono i riformisti dai neoliberisti? C'è molta
confusione. Quasi tutte le aggregazioni politiche, del Paese, si
proclamano riformiste. Che desiderino il cambiamento attraverso le
riforme è pleonastico, ma che tipo di riforme non è certo
secondario. Proviamo a fare alcune distinzioni:
a)Salvare le banche e la finanza,
consentendogli di agire senza regole condizionando l'economia,
facendo pagare il debito ai cittadini meno abbienti, ridurre le
tutele per il lavoro, diminuire le pensioni ai lavoratori, ma non
eliminare il vitalizio per i parlamentari oppure ridurre il compenso,
candidarsi per il Parlamento anche se inquisiti, non concedere, ai
cittadini, il diritto di scegliere come procreare o come morire,
(scegliere non obbligare).
b) Introdurre regole per le banche e la
finanza, tassare le transazioni finanziarie, chi più possiede più paga, non essere indifferente nei confronti degli impatti distributivi
delle manovre, se a pagare di più sono i poveri oppure i ricchi,
eliminare l'evasione fiscale riducendo conseguentemente le imposte,
favorire e difendere il lavoro (rispettando i dettami della
costituzione), garantire il salario minimo e consentire ai cittadini
di scegliere su: unioni civili, testamento biologico, procreazione
assistita, senza umiliare le donne, favorire le energie rinnovabili,
abbandonando definitivamente il nucleare. Quale sceglierebbe un
partito riformista a) o b)?
Se l'On. Casini fosse disponibile a
seguire l'elenco b) perché non prenderlo in considerazione, ma il
dubbio è molto forte.
L'esempio verrà della Regione Sicilia,
dove l'alleanza fra PD e UDC, potrebbe rappresentare appunto questa
nuova unità dei riformisti. Dovranno però dimostrarlo nei fatti,
chissà se saranno disposti ad abbattere gli spechi riducendo, con
nuove norme, il contributo dei deputati, assessori, consulenti,
ecc.. Senza azioni (o dichiarazioni) volontaristiche, che hanno il
sapore della presa in giro; oltre ad attuare tutti gli interventi
necessari per superare, innanzitutto, la crisi di liquidità, ma non a spese dei meno abbienti.
Infine, un po di rispetto per i
cittadini elettori i. Il candidato “conservatore” alle elezioni
regionali della Lombardia, ha chiamato la propria lista: “onestà al
potere”. Fa venire i brividi se pensiamo che il maggior sostenitore
è Formigoni. Il quale dopo le agognate dimissioni, con la “nuova”
Giunta, ha approvato 106 delibere in 40 minuti, elargendo 40 milioni
di contributi disinvolti (anche a CL ?).
Sicuramente i conti del bilancio
saranno in ordine.
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