Avevamo tirato un sospiro
di sollievo, allorché il Presidente della Repubblica nominò
Senatore a vita e successivamente Presidente del Consiglio Mario
Monti. Ci sembrava davvero il nuovo per capacità , stile e
autorevolezza. Tuttavia man mano che procedeva nel “salvare
l'Italia” ci si accorgeva che non era poi così nuovo. Le ricette
erano quelle di sempre, anzi forse peggio. Almeno negli anni '70
avevamo avuto vere riforme democratiche: legge 300, divorzio, aborto,
maggiore età a 18 anni, ecc.. Quelle dei giorni nostri hanno il
sapore del predominio bancario. Difatti la provenienza del Presidente
del Consiglio è quella dei C.dA. di grandi aziende o banche
d'affari.
Abbiamo chiuso un occhio
perché aveva contribuito a rimuovere Berlusconi. Ora che è
“salito in politica” ha completamente gettato la maschera.
Pensare che aveva dichiarato che con la nomina a Capo del Governo
aveva raggiunto la vetta più alta...L'appetito vien mangiando? Non
ci si aspettava però anche un atteggiamento che con la democrazia
avesse poco a che spartire, desiderando la scomparsa (dalla scena
politica) di coloro che sono contrari alla sua “agenda”. Oltre a
non considerare le critiche mosse nel mettere il nome nel simbolo,
che rappresenta una forzatura, in quanto non esiste l'elezione
diretta del Presidente del Consiglio, che viene nominato dal
Presidente della Repubblica. Ci vorrebbe autolesionisti. Se è
peggiorata la condizione dei lavoratori e pensionati con redditi
medio-bassi, come può pensare che questi lo possano sostenere con il voto; c'è una coalizione candidata per attuare le istanze di queste
categorie. Fino ad ora sono stati accettati, obtortocollo, i sacrifici imposti per salvare il Paese. Non si può però chiede alla
maggior parte degli italiani di continuare a “digiunare” per
consentire ai pochi di arricchirsi. Dalla “discesa in campo” alla
“salita in politica” si notano sempre meno differenze, gli
elettori sono stanchi di demiurghi.
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