…..”La storia del Grande Corruttore passa per le vicende dei suoi uomini, quelli che si sporcano le mani....(i faccendieri) Denis Verdini, macellaio di Fivizzano, Angelucci ex portantino del San Camillo....Poi c'è Luigi Bisignani, in stretti rapporti con Gianni Letta. Il luogotenente di Tremonti è Marco Milanese....” Questi brevissimi cenni dall'inchiesta di C. De Gregorio su la P3, la P4, il Cavaliere e il mistero dei milioni regalati. La Repubblica 29.08.11.
Nella prefazione di P. Flores D'Arcais sul “Discorso sulla servitù volontaria” di E. De La Boétie
“Sono sempre quattro o cinque che mantengono (sostengono) il tiranno, ma questi hanno poi sotto di loro seicento approfittatori e poi quei seicento ne hanno sotto di loro seimila e dopo una lunga schiera, che grazie a questa corda sono attaccati al tiranno e si mantengono ad essa”.
Sembra abbiano studiato con attenzione il "Discorso sulla servitù volontaria", perché utilizzano lo stesso metodo, o forse si tratta di doti innate (???).
E' necessario in tutti i modi evidenziare come si perpetua il potere.
Le recenti “nuove proposte” della manovra di rientro del debito ne è una lampante dimostrazione.
Si colpiscono le fasce deboli salvaguardando i potenti. Nonostante Il Sig. Montezemolo abbia chiesto che vengano tassati i ricchi associandosi alle dichiarazioni di Warren Buffet (ricchissimo) .
Invece deve prevalere, solo per scopi elettoralistici, il: “non metteremo le mani in tasca dei cittadini”. Si potrebbe chiosare: i ricchi e gli evasori possono stare tranquilli, perché solo chi paga le tasse continuerà a pagare.
Questa tuttavia è una moltitudine di persone che votano, se solo si rendessero conto dell'ingiustizia che viene loro inflitta.
Si potrebbero qui richiamare due articoli della nostra costituzione, per esemplificare, che riguardano il lavoro e le tasse.
Art. 36- Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.....
Non sembra che ciò avvenga, non solo per la retribuzione proporzionata, ma un lavoro stabile che dia una garanzia futura , che permetta di formare una famiglia, ecc....
Art. 53- Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività-
Se solo, come indicato in precedente post, osserviamo l'ammontare dell'evasione, oltre alla elusione. Barche e auto di lusso intestate a Società di comodo, ecc....
C'è né ben donde per indignarsi, ma è ancora sufficiente farlo???
Al peggio non c'è limite.
Non dimentichiamo altri tarli come: il Vaticano,le Coop, e i sindacati.
RispondiEliminaI sindacati vantano un patrimonio immobiliare immenso, ma non pagano un solo euro di Ici. Questo grazie ad una legge, la numero 504 del 30 dicembre 1992 (in pieno governo Amato), che di fatto impedisce allo Stato italiano di avanzare richieste ai sindacati. E i soldi sottratti, o meglio non percepiti, dalle casse statali sono davvero tanti: la Cgil, ad esempio, sostiene di avere circa 3mila sedi in tutta Italia, ma si tratta di una specie di autocertificazione, in quanto i sindacati non sono assolutamente tenuti a presentare i loro bilanci. Solo un altro dei tanti privilegi dell’”altra Casta”.
Se la Cgil dichiara 3mila sedi, la Cisl addirittura 5mila. E la Uil sarebbe in possesso di immobili per un valore di 35 milioni di euro.
La legge, però, paragona in modo del tutto immotivato i sindacati alle Onlus, ossia alle organizzazioni di utilità sociale senza scopo di lucro.
Senza scopo di lucro? I sindacati? Un paradosso.
Non c’è da stupirsi: soltanto nella scorsa legislatura, 53 deputati e 27 senatori, quindi 80 parlamentari in totale, provenivano dalla Triplice. Logico che in parlamento si facciano leggi “ad personam”, o meglio ad usum sindacati.
La Legacoop ha un giro d’affari da almeno 50 miliardi con in più un bel conflitto d’interessi da paura. Nacquero per aiutare i contadini a comprarsi il trattore, sono diventate una multinazionale che ha un giro d’affari spaventoso (8 per cento del Pil) e che razzola nella grande finanza e si immischia in banche e finanziarie: in sostanza la cosa più capitalista che esista, ma fondata su un principio anti-capitalistico che alcune imprese siano più legittimate di altre a stare sul mercato. Le coop sono dei colossi con le agevolazioni riservate ai piccoli: non pagano le tasse sul 70 per cento dell’utile purché sia reinvestito, ma riescono ad aggirare il problema distribuendo benefit o stipendi stellari ai soci amministratori.
Del Vaticano meglio lasciare perdere…
Su sindacati e vaticano, poco da aggiungere, se non che sarebbe ora di fare chiarezza e applicare la totale trasparenza. Sulle coop, assolutamente non esenti da colpe, non sono completamente d'accordo. E' molto tirata per i capelli la descrizione che ne fai. Non si capisce per quale motivo una azienda "classica" avrebbe più diritti di una cooperativa a stare sul mercato. Se il regime fiscale delle coop è così vantaggioso come tanti sostengono, perchè questi imprenditori non scelgono la forma cooperativa in modo da goderne i benefici anche loro? forse perchè preferiscono intascare in toto gli utili, sia pure tassati, anzichè reinvestirli in azienda. Cosa legittima, ovviamente, ma che fa decadere qualunque lamentela rispetto al regime fiscale "vantaggioso" per le cooperative.
RispondiEliminaFabio
Non capisco tutto questo accanimento sulle coop e nemmeno una parola sui Marchionne di turno,o gli Agnelli,che si sono arricchiti per anni con la cassa integrazione pagata dallo stato e adesso vanno all'estero perche' in Italia non si puo' investire...o forse perche' e' finito il bengodi???
RispondiEliminaRoberta
A proposito di tarli... accipicchia mi hanno mangiucchiato la bacchetta magica, altrimenti avrei potuto sistemare tutto in un sol colpo.
RispondiEliminaPurtroppo però la realtà è un'altra. Se cominciassimo tutti a sistemare ciò che è macroscopico, sotto i nostri occhi come un'enorme trave (forse anche quella mangiucchiata) senza rincorrere le pagliuzze, forse qualche risultato l'avremmo raggiunto.