Si sente dire da più
parti che, per effetto di questa crisi, non c'è più niente di
intoccabile; guarda caso però l'obiettivo principale sono sempre le
pensioni. Infatti il nuovo esecutivo, da indiscrezioni, si
appresterebbe ad aumentare l'età pensionabile, bloccare la
rivalutazione delle pensioni; la cui mancata rivalutazione
colpirebbe soprattutto i ceti medio bassi. Non si capisce come
possa esserci anche crescita in questo modo, se chi deve spendere
non ha i mezzi per farlo.
Esaminiamo ora chi ha la
maggiore responsabilità di questa situazione.
Risulta un incremento del
debito pubblico di 546 miliardi di euro, durante gli esecutivi
dell'ex Premier (da Repubblica), senza considerare i costi delle
tangenti e degli scandali (ogni giorno ne emerge uno), ne citiamo alcuni: Appalti grandi eventi
G8, P3, Finmeccanica (il cui responsabile, probabilmente, lascerà
con una grossa somma come buona uscita), l'affare della farmaceutica
Menarini. Atti che squalificano tutti i componenti del passato
esecutivo.
Se si considera invece
l'aspetto equità, salta subito all'occhio la disparità di
trattamento tra un lavoratore che può, sembra ancora per poco, andare in
pensione dopo 40 anni di effettivo lavoro, con un sistema che gli
garantisce una piccola pensione. Invece un parlamentare, con
l'attuale sistema, può andare in pensione dopo una legislatura
(5anni) percependo a 60 anni circa 2.500,00 euro.
Non ci aspettiamo che il
nuovo esecutivo abbia la bacchetta magica, ma che vi sia almeno un
tentativo di redistribuire equamente il peso dei sacrifici,
eliminando i privilegi e cominciando a far emergere le
responsabilità.
Perché di effettivamente intoccabile, purtroppo, nel nostro Paese, sono coloro che ci hanno condotto al
disastro.
Tre anni di B. contro la Costituzione.
Tre anni di B. contro la Costituzione.

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