Avevamo riposto molte speranze qualche
riserva nei confronti del Governo Monti.
Purtroppo, con il decreto “Salva
Italia”, sono diminuite le speranze ed aumentate le riserve;
perplessità sollevate a suo tempo da Nichi Vendola. Soprattutto
avevamo sperato che fosse finita la stagione delle presenze, di
Ministri e Presidente del Consiglio, alle trasmissioni televisive di
“intrattenimento”.
Certamente non ci aspettavamo una
manovra che colpisse esclusivamente chi non ha mai pagato, o chi
vive di rendita, ma che almeno fosse un pochino più giusta. Anche la
Chiesa ha lamentato la mancata equità e, a detta di illustri
economisti, se non vi saranno correzioni la recessione è
assicurata. Sapevamo che la situazione era critica, ma che per fare
cassa si colpissero i SOLITI NOTI, trascurando in gran parte i
privilegi, la rendita, l'evasione, l'ICI sui beni Ecclesiastici, ci
sembra troppo. Consideriamo ad esempio i "capitali scudati" sui
quali si applica un misero 1,5% ; premesso che non vogliamo entrare
nel merito della giustezza del provvedimento, desideriamo solo
rammentare che in altri Paesi Europei l'aliquota era pari a circa il
20% se non superiore. Inoltre le frequenze TV si regalano, mentre
potrebbero dare un gettito di svariati miliardi di euro.
Si dice sempre che poi seguirà un
altro intervento che sarà equo e che favorirà la crescita; finiamo
sempre purtroppo per ritrovarci solo con il primo tempo. La politica
dei due tempi ha sempre colpito i redditi medio-bassi, i lavoratori,
i pensionati e le categorie più svantaggiate.
Che poi la manovra venga esposta anche
nel salotto di Porta a Porta, considerando i noti precedenti, dell'ex
Premier, diventa quasi una iattura.
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