Regna un po’ di confusione,
stupisce chi dovrebbe dare
risposte concrete a favore dei cittadini,
inveisce invece contro
l'antipolitica, e spesso confonde il liberismo con il riformismo; dovrebbe
leggere il libro di G. Carofiglio, La manomissione delle
parole, per rendersi conto che è
controproducente usare frasi svuotandole del loro reale significato. Riportiamo
da Wikipedia la definizione di politica,
per approfondimenti vedere il
sito.
“Al di là delle definizioni, la politica in senso generale,
riguardante "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non
esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a
determinarla, la politica è l'occuparsi in qualche modo di come viene gestito
lo stato o sue substrutture territoriali. In tal senso "fa politica"
anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono
istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare.”
I cittadini (elettori)
non pare siano contrari alla
politica, non risulta che qualcuno abbia proposto l'abrogazione dell'art. 49
della Costituzione, ma a questa maggioranza che sostiene il Governo e che non da un gran bel esempio di se.
La soluzione sarebbe semplice per
riportare un pochino di fiducia: abolire i privilegi, di cui godono i
parlamentari, ridurre i loro compensi,
applicare i risultati referendari e non aggirarli, adeguare gli stipendi
dei pubblici dirigenti, oltre che dei
politici, ai risultati economici del paese, in base alle rispettive
responsabilità.
Sicuramente con tetto massimo ma anche minimo, perché con la situazione attuale meriterebbero solo
qualche euro di retribuzione. Introdurre
infine la responsabilità di chi governa il Paese, sarebbe un bel passo
avanti.
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