Ultimi sforzi prima delle elezioni politiche, l'accordo ABC prevede: modifiche costituzionali e nuova legge elettorale. Gli appelli all'etica, alla morale pubblica, ecc. sono parole al vento. Poiché propongono di modificare la Costituzione, anziché utilizzare strumenti più rapidi a disposizione. Si tratta di pretesto, di cambiare tutto per non cambiare niente (di gattopardesca memoria), oppure il disperato tentativo di conservazione?
Un illustre costituzionalista. A. Manzella (su "la Repubblica") suggerisce infatti che per il corretto funzionamento del Parlamento basterebbe cambiare i regolamenti parlamentari e una legge ordinaria del 1953.
Per i soldi pubblici una legge ordinaria, più semplice di quella proposta; anche per le iniziative dei cittadini sarebbe sufficiente una modifica vincolante dei regolamenti parlamentari, e questo vale anche per altri interventi.
Viene evidenziato che in questo modo ed in poco tempo si ottengono i risultati necessari, senza dover cambiare la Costituzione. Questi consigli, purtroppo, come quelli di Morin ed altri, rimarranno inascoltati.
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