lunedì 10 dicembre 2012

TRA BULLISMO, STUPIDITA' E .....

Pubblichiamo  questa analisi puntuale, sull'intollerabile atto accaduto a Settimo Milanese.

L’incendio della palestra di Settimo un cocktail di stupidità e follia.
 Fra sprechi della pubblica amministrazione, ruberie e atti vandalici ogni anno un fiume di miliardi
di euro si disperde in mille rivoli. Quantificarlo non è facile, ma sicuramente non è un'esagerazione
dire che esso corrisponde a un paio di manovre finanziarie.
\Qualche anno fa il comune di Milano aveva quantificato i danni per atti vandalici, che ogni notte vengono compiuti contro strutture pubbliche e private, in diverse decine  di milioni di euro l'anno, mentre a Roma la cifra tocca quasi il doppio. Trenitalia ha diffuso, qualche tempo fa, dati che fanno accapponare la pelle. Pare che in cinque anni i danni subiti dalle ferrovie e dai treni lombardi si aggirino intorno a 16 milioni di euro. Non c'è città, comune o borgo in Italia che sia immune da atti di vandalismo perché molto poco è stato investito in tutti questi anni sia nell'insegnare l'educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado, sia nel creare una coscienza civica e rafforzare il sentimento di appartenenza a una comunità. Gli atti vandalici non risparmiano niente. A volte a essere presi di mira sono monumenti prestigiosi, come la Fontana di Trevi a Roma, altre volte simboli religiosi e politici e altre volte ancora scuole, asili, parchi e ospedali. Un cocktail di follia e stupidità che crea danni incalcolabili alla comunità. Una vera peste che bisogna assolutamente arginare se vogliamo intraprendere un cammino virtuoso che ci porti fuori dal tunnel in cui striamo precipitando.
Quello che è accaduto a Settimo sabato 8 dicembre, con l'incendio della palestra comunale,
non è certo da ascrivere alla mancanza di sistemi di allarme o alla scarsa vigilanza da parte delle
Forze dell'ordine, tanto meno alla trascuratezza da parte dell’amministrazione, perché sarebbe solo bieca speculazione politica, quanto a una totale deriva di bullismo verso la quale stanno scivolando molti giovani di Settimo. Qualche anno fa alcuni studenti della Milano da bere hanno allagato le aule del liceo Parini di Milano. I danni allora, per quella che era sembrata una bravata, furono enormi non solo dal punto di vista economico (circa 600.000 euro), ma  soprattutto in termini di disagio causato agli altri studenti costretti a fare i turni per poter usufruire del diritto allo studio.
Per molto tempo ci siamo augurati che la nostra comunità fosse immune da tali atti. Purtroppo non è così, vista la frequenza con cui episodi del genere tendono a ripetersi in questi ultimi anni.
Cosa fare in casi del genere, è difficile dirlo. Serve sicuramente identificare i responsabili e dare loro le pene che meritano, ma ancor di più serve agire sia all’interno dell’ambito familiare, dove spesso prevalgono meccanismi di indifferenza se non di complicità, sia a livello cittadino promuovendo iniziative che rafforzino il senso civico e il sentimento di appartenenza alla  comunità. Credo che serva anche avvicinare i giovani all’impegno sociale e alla politica, quella fatta ancora di valori alti e di passione vera, anziché allontanarli inculcando loro il convincimento che la politica sia solo malaffare, corruzione e furbizia. 
Qui non siamo di fronte a una generazione di giovani arrabbiati, come quella del ’68, che ha deciso di protestare in maniera estrema, ma probabilmente di fronte a una generazione di giovani annoiati, stanchi, stupidi, superficiali che pensano di vincere la noia delle loro giornate senza senso e senza prospettive abbandonandosi a gesti che sono indice della loro stupidità e bestialità.
 Cataldo Russo

2 commenti:

  1. Concordo nella promozione di iniziative che rafforzino il senso civico ma in questo momento mi preme l'individuazione dei responsabili per il rimborso dei danni. Non solo, questi "bravi ragazzi" dovrebbero anche essere costretti a lavorare finchè non verranno ripristinati i locali nello stato originale.
    Saluti
    Elena

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  2. sicuramente prevenzione e repressione devono andare di pari passo

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