“L'estrema
degradazione della politica la cogliamo in questo momento, con la
minaccia di far cadere il governo qualora il Pd voti al Senato per
la decadenza di Berlusconi....una presa d'atto prevista da una legge
votata anche dal Pdl...si vuol produrre una rottura istituzionale...”
“La difesa della
Costituzione non può esaurirsi nella denuncia delle manipolazioni delle regole di garanzia relative al suo cambiamento”.
In Parlamento sono
state approvate diverse norme ad personam, ora ci vogliono imporre
sentenze o interpretazioni di leggi (votate dai medesimi partiti)
ad personam. Dobbiamo aspettare il “muoia Sansone con tutti i
filistei”? Votare per la decadenza di un senatore della
Repubblica, che è stato condannato, è un problema democratico?
Semmai il contrario.
Come potremmo
guardare in faccia ai nostri figli, se non diamo il nostro
contribuito per far rispettare le leggi dello Stato. Se permettiamo
ad un condannato, in terzo grado di giudizio, di sfasciare il Paese
solo perché sostiene ancora di essere innocente. Fior di
delinquenti hanno sempre proclamato la propria innocenza. Se il
Paese è in queste condizioni, con una legge elettorale porcata e con
un Governo di enormi pretese (si vuole annullare una condanna), è
al condannato che dobbiamo dire grazie. Dobbiamo continuare a
prostrarci? C'è in questo Paese il desiderio di cambiare, l'ha
dimostrato l'opposizione alla “legge bavaglio”, il risultato ai
referendum contro la privatizzazione dell'acqua, il nucleare, le
leggi ad personam. La manifestazione con Rodotà, Landini, ecc. a
difesa della Costituzione, dovrà diventare un'occasione per
costruire un'alternativa progressista.
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