Sembra ieri, ma sono passati
quasi venti anni. Allora, scendeva in campo contro i comunisti e i giudici, per
i propri interessi, ora ritorna in campo contro i comunisti e i giudici, per i
propri interessi, ma con la differenza di una condanna definitiva, dopo tre gradi di
giudizio, 10 anni di indagini, 6 anni di
processo. Con continui tentativi di
impedirne lo svolgimento con leggi ad
personam: lodo Alfano, legge Cirielli,
prescrizioni brevi, legittimi impedimenti, ecc... Questo l'armamentario
messo in campo, per non farsi processare, da
chi dichiara: “Viviamo in un Paese che non sa essere giusto, soprattutto
verso i cittadini onesti come me”. I fatti invece si sono incaricati di dimostrare
che ha sottratto 270 milioni di euro alla sua società agli azionisti, “...vuole
la solidarietà perché ha rubato alla Stato, cioè agli italiani a cui ora si
appella. E vuole la rivoluzione contro i giudici”. Dichiarare
anche solo una parte della magistratura, soggetto irresponsabile, una
variabile incontrollata e incontrollabile, che significato può avere? Sono forse frasi di uno statista? Di chi ha
ricoperto il ruolo di Presidente del consiglio? Oppure di colui che ha sempre
privilegiato i propri interessi a quelli del Paese? Come è stato possibile e come è
possibile non accorgersene in quasi venti anni. Non hanno ritenuto opportuno ritenerlo
ineleggibile (come previsto dalla legge), nonostante l'enorme conflitto di
interessi. In politica gli avversari si battono non con le aule giudiziarie...
Chi invece trasforma la politica in malaffare: compravendita di parlamentari
con denaro contante, è onesto? Il tentativo ora è quello di passare per martire una vittima, le nostre
carceri sono sovraffollate di vittime (forse lì qualcuno davvero lo è); “...il solito campione del
chiagne e fotte...”. Non c'è scritto che
un cittadino è più uguale degli altri, solo perché è ricco e possiede un partito politico. In
gioco ci sono tentativi di apportare
modifiche alla costituzione, con sotterfugi, vedi modifica all'art. 138. Che
rappresenta una norma essenziale di garanzia,di fronte alla incapacità
politica, si attribuisce la colpa alla costituzione. Bisogna innanzitutto
mettere al primo posto i rimedi che servono ai cittadini contro i meccanismi elettorali,
senza rappresentatività, gli abusi degli apparati (“deportazione madre e figlia
kazake”), il dispotismo delle maggioranze e l'oscurità delle leggi. Quando è stato fatto il governo delle larghe
disattese, il rischio era ben evidente,
prima o poi la condanna sarebbe arrivata. La sentenza della Cassazione
non è politica. Probabilmente questa
maggioranza non sta facendo il
bene del Paese, come dare 240 milioni di euro alla Fondazione per il merito, istituita
dalla legge Gelmini, sottraendola ai fondi per l'Università, questo con il
“decreto del fare”, meglio cambiare, la
legge elettorale, come promesso. Un
Paese democratico ha i politici che si merita. Possibile che si sia
sopita anche quella poca capacità
di indignarci? Stanno massacrando le
Istituzioni, rimarranno solo macerie.
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