lunedì 5 agosto 2013

FINO A QUANDO...

Sembra ieri, ma sono passati quasi venti anni. Allora, scendeva in campo contro i comunisti e i giudici, per i propri interessi, ora ritorna in campo contro i comunisti e i giudici, per i propri  interessi, ma con la differenza  di una condanna definitiva, dopo tre gradi di giudizio, 10 anni di indagini,  6 anni di processo. Con  continui tentativi di impedirne lo svolgimento con  leggi ad personam: lodo Alfano, legge Cirielli,  prescrizioni brevi, legittimi impedimenti, ecc... Questo l'armamentario messo in campo, per non farsi processare, da  chi dichiara: “Viviamo in un Paese che non sa essere giusto, soprattutto verso i cittadini onesti come me”. I fatti invece si sono incaricati di dimostrare che ha sottratto 270 milioni di euro alla sua società agli azionisti, “...vuole la solidarietà perché ha rubato alla Stato, cioè agli italiani a cui ora si appella. E vuole la rivoluzione contro i giudici”.  Dichiarare  anche solo una parte della magistratura, soggetto irresponsabile, una variabile incontrollata e incontrollabile, che significato può avere?  Sono forse frasi di uno statista? Di chi ha ricoperto il ruolo di Presidente del consiglio? Oppure di colui che ha sempre privilegiato i propri interessi a quelli del Paese?  Come è stato possibile e come è possibile non accorgersene in quasi venti anni. Non   hanno ritenuto opportuno ritenerlo ineleggibile (come previsto dalla legge), nonostante l'enorme conflitto di interessi. In politica gli avversari si battono non con le aule giudiziarie... Chi invece trasforma la politica in malaffare: compravendita di parlamentari con denaro contante,  è onesto?  Il tentativo ora è quello di  passare per martire una vittima, le nostre carceri sono sovraffollate di vittime (forse lì qualcuno  davvero lo è); “...il solito campione del chiagne e fotte...”.  Non c'è scritto che un cittadino è più uguale degli altri, solo perché  è ricco e possiede un partito politico. In gioco ci  sono tentativi di apportare modifiche alla costituzione, con sotterfugi, vedi modifica all'art. 138. Che rappresenta una norma essenziale di garanzia,di fronte alla incapacità politica, si attribuisce la colpa alla costituzione. Bisogna innanzitutto mettere al primo posto i rimedi che servono ai cittadini contro i meccanismi elettorali, senza rappresentatività, gli abusi degli apparati (“deportazione madre e figlia kazake”), il dispotismo delle maggioranze e l'oscurità delle leggi.  Quando è stato fatto il governo delle larghe disattese, il rischio era ben evidente,  prima o poi la condanna sarebbe arrivata. La sentenza della Cassazione non è politica. Probabilmente questa  maggioranza non sta facendo  il bene del Paese,  come  dare 240 milioni di euro  alla Fondazione per il merito, istituita dalla legge Gelmini, sottraendola ai fondi per l'Università, questo con il “decreto del fare”,  meglio cambiare, la legge elettorale, come promesso.  Un Paese democratico ha i politici che si merita. Possibile che  si sia  sopita anche quella poca  capacità di indignarci?  Stanno massacrando le Istituzioni,  rimarranno solo macerie.


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