Intervista della Signora
Roberta a Cataldo Russo candidati Sindaco per Sinistra Ecologia Libertà a Settimo Milanese
Quattro domande al candidato
sindaco di SEL
Roberta:
Come mai avete deciso di uscire allo scoperto così Presto?
Non pensa che aver scoperto le carte
in così largo anticipo rispetto alla data delle elezioni
possa favorire gli avversari?
Cataldo:
È vero, l’arte della politica implica, fra le altre cose,
astuzia, tatticismo, dover dire spesso l’opposto di quello che si pensa, ma
anche coraggio, verità e onestà. Abbiamo deciso di scoprire le carte in
anticipo per due motivi: Primo, perché
abbiamo un grande rispetto delle intelligenze degli elettori; secondo perché ci
sembra giusto che gli elettori abbiano un tempo più lungo per mettere alla
prova il loro candidato sindaco prima di dargli o negargli il
consenso.
Roberta:
Questo vuol dire che correrete da soli? Se è così la vostra
scelta non è un po’ Donchisciottesca?
Cataldo:
A parte il fatto che il termine Donchisciottesco non
dovrebbe essere usato con connotati negativi o,
peggio, dispregiativi, come accade spesso, essendo l’eroe di
Cervantes un sognatore e un idealista, che crede nell'utopia del cambiamento e che pensa che creare una
società migliore sia possibile. Noi, comunque, non abbiamo affatto deciso di correre da soli. È un errore
pensare che solo perché abbiamo pronto un candidato sindaco questo significa che i giochi siano fatti e che
andremo da soli, e che non ci possa essere una leale e costruttiva competizione fra gli altri candidati a sindaci
dell’area di centro sinistra o fra i candidati di quelle forze decise a rinnovare seriamente la politica a Settimo e
ad amministrare nell'interesse del paese.
Roberta:
Come pensate di misurarvi con le altre forze se avete poco
più del 3% del consenso?
Cataldo:
Noi ci misureremo con la forza delle idee, con la forza
della coerenza e dell’onestà, con il
convincimento che si deve cambiare partendo dall'abolizione
del privilegio, in maniera che tutti i cittadini siano veramente uguali sia davanti alla legge sia nelle
opportunità da cogliere. Berlinguer diceva che quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande
consenso, una grande credibilità politica e la
capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. È
quanto cercheremo di fare: colpire sprechi e privilegi.
Roberta:
Come pensate di avvicinare la gente alla politica e restituire
loro il piacere di andare a votare in
un momento in cui gli scandali stanno approfondendo sempre
di più il baratro fra la classe politica e
dirigenziale e la società civile?
Cataldo:
Christopher Lasch, ne La cultura del narcisismo , 1979, diceva: Ciò che gli osservatori
politici interpretano come
indifferenza dell'elettorato
può rappresentare, al contrario, un salutare scetticismo nei confronti di un
sistema politico in cui la menzogna e la frode sono
diventate una prassi abituale ed endemica.
Credo che la sua sia una domanda molto impegnativa, ma non
mi sottrarrò al dovere di dare una risposta. In
primo luogo abolendo, come già detto, qualunque forma di
privilegio e operando nella maniera più trasparente possibile, in modo che menzogna e frode non siano prassi abituale ed endemica, ma
comportamenti da condannare e combattere. In secondo luogo creando condizioni
e operando scelte in maniera che le aziende siano interessate a restare sul territorio e non andare
altrove. Per esempio, ritengo importante per i cittadini poter monitorare l’operato dell’amministrazione partecipando
alle decisioni da adottare sia in fase progettuale sia in fase di realizzazione.
Roberta:
Grazie per le risposte.
Cataldo:
Grazie a lei.
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