domenica 17 novembre 2013

INTERVISTA A CATALDO RUSSO CANDIDATO SINDACO


Intervista della Signora Roberta a Cataldo Russo candidati Sindaco per Sinistra Ecologia Libertà a Settimo Milanese
Quattro domande al candidato sindaco di SEL 

Roberta:
Come mai avete deciso di uscire allo scoperto così Presto? Non pensa che aver scoperto le carte
in così largo anticipo rispetto alla data delle elezioni possa favorire gli avversari?
Cataldo:
È vero, l’arte della politica implica, fra le altre cose, astuzia, tatticismo, dover dire spesso l’opposto di quello che si pensa, ma anche coraggio, verità e onestà. Abbiamo deciso di scoprire le carte in anticipo per due  motivi: Primo, perché abbiamo un grande rispetto delle intelligenze degli elettori; secondo perché ci sembra giusto che gli elettori abbiano un tempo più lungo per mettere alla prova il loro candidato sindaco prima di dargli o  negargli il consenso.
Roberta:
Questo vuol dire che correrete da soli? Se è così la vostra scelta non è un po’ Donchisciottesca?
Cataldo:
A parte il fatto che il termine Donchisciottesco non dovrebbe essere usato con connotati negativi o,
peggio, dispregiativi, come accade spesso, essendo l’eroe di Cervantes un sognatore e un idealista, che crede nell'utopia del cambiamento e che pensa che creare una società migliore sia possibile. Noi, comunque, non abbiamo affatto deciso di correre da soli. È un errore pensare che solo perché abbiamo pronto un candidato  sindaco questo significa che i giochi siano fatti e che andremo da soli, e che non ci possa essere una leale e costruttiva competizione fra gli altri candidati a sindaci dell’area di centro sinistra o fra i candidati di quelle forze decise a rinnovare seriamente la politica a Settimo e ad amministrare nell'interesse del paese.
Roberta:
Come pensate di misurarvi con le altre forze se avete poco più del 3% del consenso?
Cataldo:
Noi ci misureremo con la forza delle idee, con la forza della coerenza e dell’onestà, con il
convincimento che si deve cambiare partendo dall'abolizione del privilegio, in maniera che tutti i cittadini siano veramente uguali sia davanti alla legge sia nelle opportunità da cogliere. Berlinguer diceva che quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la
capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. È quanto cercheremo di fare: colpire sprechi e privilegi.
Roberta:
Come pensate di avvicinare la gente alla politica e restituire loro il piacere di andare a votare in
un momento in cui gli scandali stanno approfondendo sempre di più il baratro fra la classe politica e
dirigenziale e la società civile?
Cataldo:
Christopher Lasch, ne La cultura del narcisismo , 1979, diceva: Ciò che gli osservatori politici interpretano come
indifferenza dell'elettorato può rappresentare, al contrario, un salutare scetticismo nei confronti di un sistema politico in cui la menzogna e la frode sono diventate una prassi abituale ed endemica.
Credo che la sua sia una domanda molto impegnativa, ma non mi sottrarrò al dovere di dare una risposta. In
primo luogo abolendo, come già detto, qualunque forma di privilegio e operando nella maniera più trasparente possibile, in modo che menzogna e frode non siano prassi abituale ed endemica, ma comportamenti da condannare e combattere. In secondo luogo creando condizioni e operando scelte in maniera che le aziende siano interessate a restare sul territorio e non andare altrove. Per esempio, ritengo importante per i cittadini poter monitorare l’operato dell’amministrazione partecipando alle decisioni da adottare sia in fase progettuale sia in fase di realizzazione.
Roberta:
Grazie per le risposte.
Cataldo:
Grazie a lei.


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