Sicuramente questa che ha colpito
diversi Paesi europei, come già evidenziato da addetti ai lavori, è una
crisi di sistema.
Riportare di seguito alcuni
suggerimenti, di illustri economisti, potrebbe essere utile per
fare un po di chiarezza, ci auguriamo.
E' necessario però
evidenziare che nel nostro Paese, nonostante siano stati messi in
atto pesanti sacrifici, che colpiscono la larga platea di chi ha
poco, non si trova alcun provvedimento che riduca i costi della
politica, trascuriamo l'aspetto tangenti oggetto di indagini della
magistratura, che ancora una volta interviene al posto della
politica.
Ci vene detto che la democrazia ha un costo ma dai dati
del FMI risulta che dal 1983 al 2010, anche considerando
l'introduzione dell'euro, la ricchezza dei cittadini è cresciuta in
media del 40 ca. per cento, mentre i costi di Montecitorio del 367 per cento (Stella e
Rizzo). Non ci pare che, all'enorme crescita dei costi, la democrazia abbia avuto un deciso miglioramento.
Alcuni esempi: gli ex presidenti del senato (da
Marcello Pera in poi) hanno diritto a tenere per tutta la vita un
ufficio, una segretaria e un'auto blu a Palazzo Madama, il tutto a
nostre spese, una vera beffa, la norma, che non avrebbe dovuto essere neppure pensata, inserita nel decreto “mille proroghe” che azzera gli esborsi dovuti dai
partiti per le affissioni abusive, infine, la possibilità di deduzione fiscale relativa alle donazioni, per le Onlus 19 per cento con il limite di 2.500 euro ca., mentre per quelle ai partiti sempre 19 per cento ma con il limite di circa centomila euro, si può benissimo calcolare che è decisamente più conveniente donare ai partiti. Tutto ciò raggiunge livelli inimmaginabili
anche in una repubblica delle banane.
E' importante evidenziare dove è soprattutto necessario ridurre costi e privilegi.
Elenchiamo ora alcune proposte di economisti riguardo le possibili soluzioni per la crisi europea:
Roubini, per salvare l'economia
europea e l'euro: “La chiave è l'integrazione....servono coesione
fiscale e finanziaria....e l'istituzione di forti autorità di
controllo....”.
Joseph Stigliz, evidenzia, a
fronte di questa crisi, che il sistema capitalistico sia diventato
inadeguato: “........le proteste dei giovani dalla primavera araba
agli indignados spagnoli o Occupy Wall Street, è ormai chiaro che
nel sistema capitalista c'è qualcosa di fondamentalmente sbagliato.
….. il futuro dipende dalla politica.
….I leader europei, ….. sono però impegnati a non compiere i
passi necessari.”
Luciano Gallino da
Finanzcapitalismo.
Difetti dell'architettura finanziaria.
- Dimensioni: crescita eccessiva;
- fondamenta: fondato sull'aumento smodato del debito;
- complessità: troppo complesso;
- connessione contagiosa: troppi canali che provocano contagio.
Le riforme (definite impossibili ma
necessarie)
- riduzione delle dimensioni globali del sistema finanziario; farlo ritornare come sostegno dell'economia reale;
- ridurre l'entità della finanza ombra, riportando in bilancio i capitali detenuti dalle società finanziarie; quindi eliminare gli “investimenti strutturati”, sia il commercio di titoli non registrati a bilancio (perché destinati ad essere venduti a breve scadenza);
- restringere il mercato dei derivati (riducendo gli scambi non registrati Otc -derivati scambiati fra privati-)
- vietare la cartolarizzazione dei crediti (vedi mutui).
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