giovedì 19 gennaio 2012

L'OCCUPAZIONE


Sono in corso fra il Ministero del Lavoro e le Parti sociali, incontri per poter dirimere l'annoso problema della  disoccupazione.  Molte sono le proposte giunte da ogni parte. Questo vuole essere un tentativo di raccogliere,  qua e la,  contributi di addetti ai lavori per poter avere una più ampia visione di quali potrebbero essere gli interventi più efficaci, senza ridurre le garanzie per i lavoratori.

da Tito Boeri riportiamo quanto segue:
"Una riforma a costo zero per le casse dello Stato è quella di introdurre la formazione tecnica universitaria sul modello delle scuole di specializzazione tedesche, le cosiddette Fachhochschule. Ciascuna università, anche sede periferica, in accordo con un certo numero di imprese locali, potrebbe introdurre un corso di laurea triennale caratterizzato da una presenza simultanea in impresa e in ateneo. Metà dei crediti verrebbe acquisito in aula e metà in azienda. Il lavoratore sarebbe impiegato in azienda e seguito da un tutor. Con controlli reciproci fra università e impresa sulla qualità della formazione conferita al lavoratore che ridurrebbero fortemente il rischio di abuso. Benché retribuito, il lavoratore non avrebbe alcun diritto automatico a entrare in azienda.
Il rapporto tra università e ingresso nel lavoro è oggi affetto da una specie di circolo vizioso. .....
La presenza di contratti a tempo determinato e l’alta percentuale dei giovani che entra nel mercato del lavoro con un contratto a progetto rafforza il circolo vizioso perché riduce gli incentivi delle imprese a fornire formazione in azienda ai nuovi arrivati, dato che vengono assunti con contratti a scadenza e dunque non si investe sulla durata del rapporto di lavoro. Bisogna rompere questo circolo vizioso incoraggiando, a costo zero per le casse dello Stato, un ingresso formativo nel mondo del lavoro. Ma prima di illustrare nei dettagli la nostra proposta è utile richiamare cosa è stato fatto a riguardo negli ultimi due anni."


Il contributo di Luciano Gallino  sull'argomento  suggerisce: “contratto unico si licenziamenti facili no.
Il contratto unico per i nuovi assunti va bene, il licenziamento facile trasferirebbe la precarietà dai contratti atipici ai titolari del nuovo contratto.”
Inoltre riguardo alla tanto decantata “flexsecurity”, che vede la contrarietà anche di Tito Boeri, sull'esempio danese per i lavoratori, L. Gallino rileva che: “ la flessicurezza danese massima libertà di licenziare, elevati sussidi di disoccupazione e politiche attive del lavoro, non sono novità. Il più basso tasso di disoccupazione si basa su di un dato fittizio. Le statistiche danesi non includono tra i disoccupati i pre-pensionati che sono molto numerosi, né coloro che sono privi di occupazione ma stanno seguento un programma di politiche del lavoro.”
Oltre a questa altre prove attendono il Governo Monti, come ad esempio il rispetto della volontà degli elettori sull'acqua pubblica,  le privatizzazioni  che favoriscano il consumatore, le frequenze TV,  l'ICI   anche per gli immobili non di culto, le spese militari, rivedere l'intervento sulle pensioni di anzianità, sicuramente punitivo per il lavoratori sia privati sia pubblici,  ecc...
Fino ad ora  gli interventi sono stati un po al di sotto delle aspettative (per usare un eufemismo) riguardo all'equità per il contenimento delle spese.


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