mercoledì 4 gennaio 2012

FORSE UN'UTOPIA ?


L'aspirazione è poter vivere in un Paese normale, forse un'utopia. La crisi ha reso tutto più difficile. Il Governo Monti è stato chiamato per far fronte alla pesante eredità lasciataci da quello precedente. Ora le cambiali sono giunte a scadenza e il prof Monti, che non ha la bacchetta magica, vuole comunque farle  pagare chi ha un reddito medio basso, questo è un po incomprensibile.  Ci sono svariate possibilità per far pagare di più a chi ha di più.
Aumentare le accise sui carburanti si colpisce in modo indiscriminato chi adopera un mezzo privato per gli spostamenti, potrebbe disincentivarne l'uso, se i mezzi pubblici fossero adeguati. Inoltre la maggior parte dei trasporti avviene su gomma e non su rotaia, significa che detti costi ricadranno in misura maggiore su questi redditi, per un effetto inflazionistico, costretti a sostenere il costo aumentato  delle materie prime che ricadrà sui generi di prima necessità. Difatti è già aumentata l'inflazione (un gran bel risultato).
La minor disponibilità di reddito comporterà una contrazione dei consumi. Conseguentemente la liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura dei negozi favorirà soltanto la grande distribuzione, aumentando lo sfruttamento dei lavoratori, che saranno costretti a fare un numero maggiore di turni; questo a scapito della piccola distribuzione. Se questo è un incentivo alla crescita non si è capito; chi deve acquistare se ha meno disponibilità cosa può fare?
Il lavoro, se affrontato in termini di una più ampia possibilità di licenziare, diventerà ancora più precario.
Reperire risorse se non si voglio intaccare i grandi patrimoni o ingiusti privilegi, diventerà difficilissimo. Sempre ché non si voglia dare a chi ha e farlo vivere nell'abbondanza e togliere sempre di più a chi non ha. 
Bisogna  iniziare a  far pagare le frequenze TV, le licenze per i giochi d'azzardo, ecc.... Intaccare i privilegi e gli alti costi della politica, la loro riduzione non può più attendere. Non consentendo  alle Regioni di aumentare  le accise sui carburanti per far fronte ai disastri ambientali accaduti.
Un altro elemento è l'economia che ristagna,  non riparte, perché le banche non prestano soldi, ma preferiscono tenerli presso la BCE; come se il Governo non avesse alcuna possibilità di intervento.
Anche riguardo alla moneta unica e alla ventilata possibilità di un suo fallimento, vi è totale immobilismo. Più volte è stato sottolineato che l'euro ha bisogno di una maggiore integrazione oltre che economica anche politica e fiscale. Sembra sia stato dimenticato il comitato di Jean Monnet del 1955 “Pour les états-Unis d'Europe”, probabilmente bisogna recuperare quei propositi.

2 commenti:

  1. L'analisi qui portata è "sempre" nell'alveo neo-capitalistico, per andar oltre...occorrerebbe seguire il conflitto. Cari saluti da Salvatore.

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  2. Grazie Salvatore, utilissimo il tuo contributo, qui si voleva solo evidenziare i fatti, hai ragione ma la speranza, che pian pianino qualcosa possa cambiare,continua a resistere. Sono graditi altri contributi.

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