Abbiamo ricevuto questa lettera inviata dalla filosofa Roberta De Monticelli al costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, che ci sembra opportuno pubblicare. Sulla quale è anche indispensabile che ciascuno di noi rifletta. Cosa sta accadendo nel nostro Paese, senza che venga preso alcun provvedimento, cosa ancora dovrà accadere.....?
Caro Zagrebelsky, è quasi con disperazione che provo a scriverti stasera. Per cercare di capire se
sono io che ho perduto il senso della misura, o se - come a volte mi sembra - siamo tutti complici del massacro, che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, della nostra dignità di cittadini, oltre che di quella
delle istituzioni di questa Repubblica. Io credevo che il voto di scambio fosse un crimine, e che se non si procede a denunciarlo e ad esigere che chi se ne è reso colpevole ne paghi le conseguenze, sia in
generale perché è difficile trovare le prove che il mercato abbia avuto luogo. Ma nel caso che abbiamo sotto gli occhi, le prove ci sono. Il Presidente del Consiglio ha ripetuto di aver "dovuto" ripagare la
Polidori per via di promesse già fatte, in cambio di favori pregressi, ha anche aggiunto che precedeva altri nella lista, e che c'era un documento scritto a provarlo. Lo ha detto, ed è stato riportato dai
giornali di ieri e di sabato. In quelli di oggi, con le intercettazioni delle telefonate con Lavitola, emergono numerosi altri casi del genere, con personaggi che dicono "io sono prima di lui nella lista",
eccetera. Io credo che un Capo di Governo che dica "facciamo la rivoluzione vera... facciamo fuori il Palazzo di giustizia di Milano" si renda semplicemente colpevole di tradimento nei confronti della
Repubblica, e della sua Costituzione, sulla quale ha giurato. Credevo che, se fino ad ora non si è proceduto a denunciarlo e a procedere con una qualche - immagino prevista - forma di impeachment per alto
tradimento, sia stato perché non era dimostrabile che questo fosse il pensiero del Capo del
Governo. Ora è dimostrato. Nero su bianco, voce e sua riproduzione scritta, comparsa sui giornali di oggi 17 ottobre. Io credo che quando un Presidente del Consiglio dichiara che nessuno
che non sia un suo "pari" - cioè, immagino, un parlamentare, o un ministro? - non ha il diritto di giudicarlo, fa una dichiarazione eversiva, in quanto lesiva dell'Articolo 3 della Costituzione. E questa dichiarazione il suddetto Presidente l'ha fatta in numerose occasioni, già molti anni fa. E' uno dei temi ricorrenti delle
conversazioni con Lavitola, anche queste oggi di pubblico dominio. Io credo che se un Presidente del Consiglio dimostra di avere ogni genere di rapporti, che lo rendono ricattabile, con un indagato per reati di
vario genere, peraltro dichiaratosi latitante; se addirittura ha istigato il suddetto latitante a restare tale; se infine è chiaramente all'origine del fatto che costui non viene arrestato, nonostante sia
perfettamente reperibile e arrestabile, avendo concesso a una televisione nazionale una pubblica intervista: ebbene questo Presidente del Consiglio si rende come sopra colpevole di eversione e tradimento della Costituzione su cui ha giurato, nonché di insulto alla coscienza morale e civile. E allora, mi chiedo, è possibile che non esista un qualche procedimento di inpeachment - come quello che per molto, molto meno si ventilò fosse sollevato nei confronti di Cossiga?
Ma piuttosto mi chiedo: perché i dieci primi Costituzionalisti italiani non potrebbero scrivere e firmare un pubblico documento d'accusa, che se pure restasse senza efficacia pratica immediata ne avrebbe una
immensa sulle coscienze, servendo prima da specchio e riferimento ideale per la coscienza di tutti i cittadini disperati come me? Più tardi servirebbe da prova, quando questo governo sarà caduto, che una
parte della nazione aveva percepito la profondissima ferita inferta al suo patto costitutivo, e non l'aveva accettata. Un documento che resterà nella storia. Te ne prego, ve ne prego. QUESTO NON E', mi
sembra, un problema politico. Il massacro di cui rischiamo di essere complici se continuiamo a tacere e aspettare (i politici) è quello della nostra coscienza civile. Nessuna Italia migliore potrà rinascere
dall'aver passivamente accettato questa infinita vergogna. Grazie di una risposta se puoi - Ma meglio ancora di una risposta non a me, ma a tutti gli italiani sconcertati quanto me.
Roberta De Monticelli
Caro Zagrebelsky, è quasi con disperazione che provo a scriverti stasera. Per cercare di capire se
sono io che ho perduto il senso della misura, o se - come a volte mi sembra - siamo tutti complici del massacro, che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, della nostra dignità di cittadini, oltre che di quella
delle istituzioni di questa Repubblica. Io credevo che il voto di scambio fosse un crimine, e che se non si procede a denunciarlo e ad esigere che chi se ne è reso colpevole ne paghi le conseguenze, sia in
generale perché è difficile trovare le prove che il mercato abbia avuto luogo. Ma nel caso che abbiamo sotto gli occhi, le prove ci sono. Il Presidente del Consiglio ha ripetuto di aver "dovuto" ripagare la
Polidori per via di promesse già fatte, in cambio di favori pregressi, ha anche aggiunto che precedeva altri nella lista, e che c'era un documento scritto a provarlo. Lo ha detto, ed è stato riportato dai
giornali di ieri e di sabato. In quelli di oggi, con le intercettazioni delle telefonate con Lavitola, emergono numerosi altri casi del genere, con personaggi che dicono "io sono prima di lui nella lista",
eccetera. Io credo che un Capo di Governo che dica "facciamo la rivoluzione vera... facciamo fuori il Palazzo di giustizia di Milano" si renda semplicemente colpevole di tradimento nei confronti della
Repubblica, e della sua Costituzione, sulla quale ha giurato. Credevo che, se fino ad ora non si è proceduto a denunciarlo e a procedere con una qualche - immagino prevista - forma di impeachment per alto
tradimento, sia stato perché non era dimostrabile che questo fosse il pensiero del Capo del
Governo. Ora è dimostrato. Nero su bianco, voce e sua riproduzione scritta, comparsa sui giornali di oggi 17 ottobre. Io credo che quando un Presidente del Consiglio dichiara che nessuno
che non sia un suo "pari" - cioè, immagino, un parlamentare, o un ministro? - non ha il diritto di giudicarlo, fa una dichiarazione eversiva, in quanto lesiva dell'Articolo 3 della Costituzione. E questa dichiarazione il suddetto Presidente l'ha fatta in numerose occasioni, già molti anni fa. E' uno dei temi ricorrenti delle
conversazioni con Lavitola, anche queste oggi di pubblico dominio. Io credo che se un Presidente del Consiglio dimostra di avere ogni genere di rapporti, che lo rendono ricattabile, con un indagato per reati di
vario genere, peraltro dichiaratosi latitante; se addirittura ha istigato il suddetto latitante a restare tale; se infine è chiaramente all'origine del fatto che costui non viene arrestato, nonostante sia
perfettamente reperibile e arrestabile, avendo concesso a una televisione nazionale una pubblica intervista: ebbene questo Presidente del Consiglio si rende come sopra colpevole di eversione e tradimento della Costituzione su cui ha giurato, nonché di insulto alla coscienza morale e civile. E allora, mi chiedo, è possibile che non esista un qualche procedimento di inpeachment - come quello che per molto, molto meno si ventilò fosse sollevato nei confronti di Cossiga?
Ma piuttosto mi chiedo: perché i dieci primi Costituzionalisti italiani non potrebbero scrivere e firmare un pubblico documento d'accusa, che se pure restasse senza efficacia pratica immediata ne avrebbe una
immensa sulle coscienze, servendo prima da specchio e riferimento ideale per la coscienza di tutti i cittadini disperati come me? Più tardi servirebbe da prova, quando questo governo sarà caduto, che una
parte della nazione aveva percepito la profondissima ferita inferta al suo patto costitutivo, e non l'aveva accettata. Un documento che resterà nella storia. Te ne prego, ve ne prego. QUESTO NON E', mi
sembra, un problema politico. Il massacro di cui rischiamo di essere complici se continuiamo a tacere e aspettare (i politici) è quello della nostra coscienza civile. Nessuna Italia migliore potrà rinascere
dall'aver passivamente accettato questa infinita vergogna. Grazie di una risposta se puoi - Ma meglio ancora di una risposta non a me, ma a tutti gli italiani sconcertati quanto me.
Roberta De Monticelli
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