martedì 4 ottobre 2011

...E LA CHIAMANO ANTI POLITICA

Un po  di chiarezza e qualche fatto.
Un lavoratore (di questi tempi è una fortuna appartenere a detta categoria) sia con sole che con la pioggia deve andare al lavoro per un modesto salario. Se si ammala corre il rischio di perderlo il lavoro, senza contare che, con  l'introduzione del recente art. 8 Sacconi, sono sensibilmente diminuite le tutele per tutti i lavoratori.
Un parlamentare una volta eletto,  andrà tutte le mattine a svolgere il suo compito? (domanda retorica)
Risulta infatti, dal sito: openpolis.it, e da pubblicazioni su quotidiani nazionali, che questa incombenza non sempre viene assolta. 250 parlamentari (tra avvocati e imprenditori) svolgono tranquillamente l'originaria professione. Quelli che invece non hanno impegni chissà cosa faranno.
Alcuni dati:  2008 "Alitalia ai patrioti"  approvato dalla maggioranza per assenze dell'opposizione.
                  2009 Scudo fiscale e legge  terremoto all'Aquila passato per assenze  opposizione.
                  2010 Sospensione demolizione case abusive                "               "             "
                  2011 Milleproroghe e assestamento di bilancio 2011     "               "             "
Sembra proprio che questa maggioranza  sia stata salvata oltre 5 mila volte, grazie alle assenze in parlamento.
Moltissimi cittadini chiedono, sopratutto  in questa fase di crisi, di ridurre i costi della politica.
Questa non è  anti politica, i movimenti, che via via si sono formati, oltre ai cittadini, affrontano ogni giorno temi politici importanti. Semmai  questa si potrebbe definire "anti politici"  che non fanno il loro lavoro o che fanno quello che a loro più interessa, percependo doppia remunerazione. Che hanno  benefici come: cinema e teatro (sic!), ecc... . Forse come alternativa alla presenza in parlamento.
Una nuova classe politica sembra proprio necessaria, che abbia a cuore il bene dei cittadini, non a parole, oltre ad altre caratteristiche note, che dovrebbero rappresentare la norma per essere eletti,  ma che ora, purtroppo,  così non è.





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