Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Alla festa di Settimo Milanese del 23 ottobre, osservando
le postazioni delle varie
associazioni e dei partiti politici, un oggetto ha attirato la nostra
curiosità: un mattone, di quelli cavi all’interno, compariva in bella mostra su
ogni banchetto. Un
mattone forato? Sì. E sulla
faccia del mattone una scritta in
vernice bianca : il nome dell’associazione seguito da “ per
l’ecomuseo di Settimo Milanese”.
Abbiamo così scoperto un’adesione di massa e generalizzata verso questo progetto. Tutti, proprio tutti, “ per l’ecomuseo”.
Evviva. “PD”, “PDL.” , “Federazione della sinistra” ,
“SEL”, “IDV”, “ Movimento cinque stelle”,
“ Lega nord”, “La Risorgiva”, “Emergency”, “Circolo degli scacchi”, “Milan club di settimo”, “Pro loco”, “La Caritas” …, mancavano
solo gli alcolisti anonimi ( anonimi:
appunto). Un entusiasmo universale e
coorti compatte al seguito. Tutta la città
con una sola voce schierata per
la sua realizzazione. Consapevole e con
le idee chiare sul significato di “ecomuseo di Settimo” e quindi del mattone.
Peccato che le cose non stiano così. Il significato simbolico di quel
benedetto mattone (ma chi ha avuto questa originalissima e nuova idea?) si
presta intanto a interpretazioni
discordanti. Alla più banale e scontata
(il primo mattone della Piramide), preferiamo
identificare questa iniziativa ai
“fori” del mattone . Il vuoto (Il
mattone come ricordo della fornace non ci convince). Per evitare questa
forzatura espositiva sarebbe stato opportuno chiedere prima agli interessati il loro parere. Certo, stiamo scrivendo di piccole cose, di piccole arroganze, ma pur sempre
arroganze. Presumere che le proprie scelte non siano sottoponibili a critica e
magari a bocciatura è arroganza. Pensare che esibire alcune foto del passato
(già viste ed esposte in altre occasioni), la raccolta disorganica e
disordinata di oggetti e cimeli del
tempo che fu, la messa in scena di
uomini travestiti con calzoni di fustagno ( le donne con gonnelloni fiorati ), fazzoletti al collo e mezzo toscano
in bocca sia rappresentativo dell’eco museo è, quantomeno, discutibile e
superficiale. Come poi possano trovare
posto nella storia del “territorio” due Lambrette, lo sa Dio.
“Trufferie di parole”. A. Manzoni Pasquino
condividiamo in pieno il post, anche noi di Settimmagini abbiamo aderito controvoglia sopratutto per il fatto che forse al posto dell'ecomuseo (niente contro) ci poteva stare un progetto ben più utile (visti i tempi). Diciamo che il mattone di Settimmagini alla sera di Domenica non si è più trovato...
RispondiEliminaCome altri, che hanno partecipato alla festa,del 23 ottobre nel Comune di Settimo Milanese, ho notato il famoso mattone, indicante il nome di un'associazione o di un partito, presente alla festa, oltre alla scritta "ecomuseo".
RispondiEliminaMi sono chiesto il significato e le modalità di adesione. Ho trovato solo la definizione di Ecomuseo:
" ecomuseo (o museo diffuso), molto diverso da un normale museo, è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione. Come è strutturato.
L'ecomuseo interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc... La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l'ambito propriamente museale".
Mi sembra un'opera grandiosa e importante, che sicuramente comporterà notevole dispendio di energie e risorse.
Un intervento di tale portata dovrebbe avere un ampio coinvolgimento di tutti i territori considerati. Oltre alla verifica delle priorità, perché in una situazione di crisi economica profonda, con un bilancio che si annuncia "lacrime e sangue", consiglierebbero maggior prudenza nella scelta degli interventi.
Emilio
Vorrei ricordare che "Ecomuseo" deve essere il risultato di un cammino regolamentato per definire l'affidabilità del riconoscimento. La gamma potenziale degli ecomusei può essere quasi infinita, ma non tutti hanno lo stesso valore scientifico e di testimonianza. Il rischio di disperdersi in particolarismi è reale. Quindi, reale la possibilità di uno spreco di risorse. Più che aderire, siamo ancora nella fase, mai attuata, della discussione dell'opportunità.
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