lunedì 31 ottobre 2011

RIFLESSIONI SU METODO E SOSTANZA


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

   Alla festa di Settimo Milanese del 23 ottobre,  osservando  le postazioni  delle varie associazioni e dei partiti politici, un oggetto ha attirato la nostra curiosità: un mattone, di quelli cavi all’interno, compariva in bella mostra su ogni  banchetto.    Un mattone forato?  Sì.  E sulla  faccia del  mattone una scritta in vernice bianca : il nome dell’associazione seguito da  “ per  l’ecomuseo di Settimo Milanese”.   Abbiamo così scoperto un’adesione di massa  e generalizzata verso questo progetto.   Tutti, proprio tutti, “ per l’ecomuseo”. Evviva.   “PD”,  “PDL.” , “Federazione della sinistra” , “SEL”, “IDV”, “ Movimento cinque stelle”,  “ Lega nord”, “La Risorgiva”, “Emergency”,  “Circolo degli scacchi”,  “Milan club di settimo”,   “Pro loco”, “La Caritas” …, mancavano solo  gli alcolisti anonimi ( anonimi: appunto).  Un entusiasmo universale e coorti compatte al seguito. Tutta la città  con una sola voce  schierata per la sua realizzazione.  Consapevole e con le idee chiare sul significato di “ecomuseo di Settimo” e quindi  del mattone.  Peccato che le cose non stiano così. Il significato simbolico di quel benedetto mattone (ma chi ha avuto questa originalissima e nuova idea?) si presta intanto  a interpretazioni discordanti.  Alla più banale e scontata (il primo mattone della Piramide), preferiamo  identificare  questa iniziativa ai “fori” del mattone .  Il vuoto (Il mattone come ricordo della fornace non ci convince). Per evitare questa forzatura espositiva sarebbe stato opportuno chiedere prima agli interessati  il loro parere.  Certo, stiamo scrivendo di piccole  cose, di piccole arroganze, ma pur sempre arroganze. Presumere che le proprie scelte non siano sottoponibili a critica e magari a bocciatura è arroganza. Pensare che esibire alcune foto del passato (già viste ed esposte in altre occasioni), la raccolta disorganica e disordinata di oggetti e cimeli  del tempo che fu,  la messa in scena di uomini travestiti con calzoni di fustagno ( le donne con gonnelloni  fiorati ), fazzoletti al collo e mezzo toscano in bocca sia rappresentativo dell’eco museo è, quantomeno, discutibile e superficiale.  Come poi possano trovare posto nella storia  del  “territorio” due  Lambrette, lo sa Dio.
“Trufferie di parole”. A. Manzoni                  Pasquino                                                                                                                                                                                                                                                                   

3 commenti:

  1. condividiamo in pieno il post, anche noi di Settimmagini abbiamo aderito controvoglia sopratutto per il fatto che forse al posto dell'ecomuseo (niente contro) ci poteva stare un progetto ben più utile (visti i tempi). Diciamo che il mattone di Settimmagini alla sera di Domenica non si è più trovato...

    RispondiElimina
  2. Come altri, che hanno partecipato alla festa,del 23 ottobre nel Comune di Settimo Milanese, ho notato il famoso mattone, indicante il nome di un'associazione o di un partito, presente alla festa, oltre alla scritta "ecomuseo".
    Mi sono chiesto il significato e le modalità di adesione. Ho trovato solo la definizione di Ecomuseo:
    " ecomuseo (o museo diffuso), molto diverso da un normale museo, è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione. Come è strutturato.
    L'ecomuseo interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc... La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l'ambito propriamente museale".
    Mi sembra un'opera grandiosa e importante, che sicuramente comporterà notevole dispendio di energie e risorse.
    Un intervento di tale portata dovrebbe avere un ampio coinvolgimento di tutti i territori considerati. Oltre alla verifica delle priorità, perché in una situazione di crisi economica profonda, con un bilancio che si annuncia "lacrime e sangue", consiglierebbero maggior prudenza nella scelta degli interventi.
    Emilio

    RispondiElimina
  3. Vorrei ricordare che "Ecomuseo" deve essere il risultato di un cammino regolamentato per definire l'affidabilità del riconoscimento. La gamma potenziale degli ecomusei può essere quasi infinita, ma non tutti hanno lo stesso valore scientifico e di testimonianza. Il rischio di disperdersi in particolarismi è reale. Quindi, reale la possibilità di uno spreco di risorse. Più che aderire, siamo ancora nella fase, mai attuata, della discussione dell'opportunità.

    RispondiElimina